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L’acido folico previene ritardi nel linguaggio

 Numerosi studi lo hanno più volte dimostrato: l’assunzione di acido folico nel periodo periconcezionale (la fase che va dal concepimento fino ai primi mesi di gestazione) riduce nel nascituro il rischio di difetti del tubo neurale. Molti di meno, invece, gli studi che si sono soffermati sugli effetti a lungo termine di questa integrazione nello sviluppo neurologico dei bambini. A colmare la lacuna è stato di recente un team di ricercatori del Norwegian Institute of Public Health di Oslo i quali hanno indagato sulla correlazione tra integrazione di acido folico da parte delle mamme nel periodo prenatale e riduzione del rischio di gravi ritardi del linguaggio nei figli all’età di 3 anni.

L’analisi ha riguardato 38.954 bambini di cui le mamme hanno valutato la competenza linguistica servendosi di una scala grammaticale a 6 punti: i bambini con linguaggio espressivo minimo (solo una parola o frasi incomprensibili) sono stati classificati come aventi un grave ritardo di linguaggio. I risultati hanno evidenziato che lo 0,9% dei bambini le cui mamme non avevano assunto acido folico (4 settimane prima e 8 settimane dopo il concepimento) manifestava gravi deficit linguistici, mentre tale percentuale scendeva allo 0,4% nel caso delle mamme che vi avevano fatto ricorso.

Gli autori dello studio hanno riferito di non conoscere la quantità precisa di acido folico utile a prevenire tali gravi ritardi del linguaggio ma sottolineano come i risultati confermino l’importante ruolo della vitamina nel buon funzionamento del sistema nervoso: “sapendo che i difetti del tubo neurale spaziano da lievi deficit a livello della regione lombare fino a eventi molto più severi come l’assenza di sviluppo del cervello nel feto – spiega Christine Roth –, ci siamo chiesti se la disponibilità di acido folico in questa fase cruciale di neurosviluppo potesse influenzare anche altri aspetti come lo sviluppo del linguaggio”.

Se altri studi in futuro dovessero confermare una relazione di causa-effetto tra assunzione prenatale di acido folico e riduzione del rischio di difetti del linguaggio, conclude Roth, “ciò avrebbe importanti implicazioni per la comprensione dei processi biologici alla base dell’alterazione dello sviluppo neurologico, per la prevenzione dei disturbi di tale sviluppo e per le politiche di supplementazione con acido folico a beneficio delle donne in età riproduttiva”.

 

Link

C. Roth et al., “Folic acid supplements in pregnancy and severe language delay in children”