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L’allattamento al seno fa crescere sereni

Rappresenta l’alimento ideale dal punto di vista nutrizionale, protegge il neonato da germi e virus, preserva le mamme dal rischio di sviluppare un tumore mammario, costituisce il tramite per sviluppare un rapporto intimo e speciale con il proprio figlio. Ai noti benefici dell’allattamento al seno, sia per le mamme che per i piccoli, da oggi ne va aggiunto un altro: secondo un gruppo di ricercatori della Oxford University, autori di uno studio pubblicato su «Archives of Disease in Childhood», allattare al seno per almeno i primi 4 mesi di vita del neonato può ridurre il rischio che i pargoli sviluppino disturbi di vario tipo, tra cui ansia e iperattività. 

Gli studiosi britannici si sono serviti di un’indagine nazionale, il Millennium Cohort Study, per raccogliere dati e interviste fatte a circa 10.000 madri quando i figli avevano 9 mesi di vita. Le informazioni su scelta e durata dell’allattamento al seno sono state poi combinate con un questionario, utile a rilevare eventuali problemi comportamentali, compilato dalle stesse mamme quando i figli avevano raggiunto l’età di 5 anni. Dopo aver tenuto conto di potenziali «fattori di disturbo», quali l’età della madre, livello educativo e posizione socio-economica, gli studiosi hanno scoperto che i bimbi allattati al seno almeno per 4 mesi presentavano un rischio inferiore di sviluppare comportamenti «anomali» (ansia, iperattività, tendenza a raccontare bugie, difficoltà relazionali) all’età di 5 anni.

Difficile spiegare il nesso tra allattamento e riduzione dei disturbi comportamentali: «Non sappiamo se ciò dipenda da un particolare componente del latte materno di cui il latte artificiale è privo – afferma Maria Quigley, del National Perinatal Epidemiology Unit presso l’Oxford University –, dal legame speciale che si instaura tra madre e figlio, oppure se ciò sia dovuto alla ridotta esposizione dei bimbi allattati al seno a infezioni e malattie: rimane il fatto che tra i benefici dell’allattamento al seno bisogna prendere in considerazione anche la riduzione dei disturbi comportamentali». 

Link

M.A. Quigley et al., Breast feeding and child behaviour in the Millennium Cohort Study